Con Determina n. DG/274/2021 del 9 marzo 2021, AIFA ha definito le modalità e le condizioni di impiego dell’anticorpo monoclonale bamlanivimab di Eli Lilly in pazienti affetti da COVID-19 (Gazzetta Ufficiale n. 58 del 9 marzo 2021).

Il D.M. 6 febbraio 2021 pubblicato nella GU n. 32 dell’8 febbraio 2021 ha già autorizzato la temporanea distribuzione dell’anticorpo monoclonale bamlanivimab per COVID-19.

La Determina indica le modalità di impiego dell’anticorpo nonché i criteri sia di prescrivibilità sia di selezione dei pazienti eleggibili al trattamento con bamlanivimab. Inoltre, prevede l’istituzione del registro di monitoraggio e indica gli oneri a carico dell’azienda che fornisce il farmaco:

  • aggiornamento delle informazioni per gli operatori sanitari e di quelle per i pazienti,
  • comunicazione tempestiva all’AIFA di eventuali modifiche della documentazione.

Fornisce infine indicazioni sul sistema di farmacovigilanza da adottare e sull’acquisizione del consenso informato.

Indicazioni terapeutiche di bamlanivimab per COVID-19

Bamlanivimab è indicato per il trattamento di COVID-19 lieve o moderata, in persone di età pari o superiore a 12 anni che:

  • non necessitano di ossigenoterapia supplementare per COVID-19 e
  • sono ad alto rischio di progressione a COVID-19 severa.

COVID-19 deve essere di recente insorgenza (non più di 10 giorni) e confermata da positività di esame virologico diretto per SARS-CoV-2.

Meccanismo d’azione di bamlanivimab

Bamlanivimab è un anticorpo monoclonale umano IgG1 neutralizzante la proteina spike del SARS-CoV-2. Bloccando il legame della proteina spike ai recettori umani ACE2, bamlanivimab previene il successivo ingresso del virus nelle cellule umane e la replicazione virale.

Studio BLAZE-1 su bamlanivimab per COVID-19

BLAZE-1 (NCT04427501) è uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. I dati di efficacia e sicurezza di bamlanivimab in monoterapia per COVID-19 riportati nell’allegato 2 della Delibera derivano dalla porzione di Fase 2 dello studio.

Questa è stata condotta su 465 soggetti ambulatoriali (non ospedalizzati) con sintomi da lievi a moderati dovuti a COVID-19.

Il trattamento era somministrato entro 3 giorni dall’effettuazione del test per determinare la prima positività per infezione da SARS-CoV-2.

I soggetti sono stati trattati con una singola infusione di bamlanivimab alle dosi di:

  • 700 mg (N = 101),
  • 2.800 mg (N = 107),
  • 7.000 mg (N = 101),

o placebo (N = 156).

Le caratteristiche demografiche e di severità di malattia al basale erano bilanciate nei gruppi di trattamento con bamianivimab e placebo.

Dati di sicurezza di bamlanivimab

Il profilo di sicurezza di bamlanivimab riportato nell’allegato 2 della Delibera è stato desunto dai dati ad interim dello studio BLAZE-1 in Fase 2.

Considerando i dati relativi ai 309 soggetti trattati con bamlanivimab e seguiti per almeno 28 giorni dopo il trattamento, è emerso che gli eventi avversi si sono verificati nel

  • 26% dei soggetti trattati con bamlanivimab,
  • 28% dei soggetti trattati con placebo.

E.a. gravi si sono verificati in 1 soggetto trattato con placebo (1%) e in 1 soggetto trattato con bamlanivimab (1%). L’evento avverso più comunemente segnalato è stata la nausea.

Dati di efficacia di bamlanivimab

I dati clinici a supporto dell’uso di bamlanivimab provengono da una analisi ad interim della porzione di Fase 2 dello studio BLAZE-1, effettuata quando tutti i soggetti dei bracci di trattamento da 1 a 4 avevano completato almeno il giorno 29 dello studio.

La durata media dei sintomi era di 5 giorni. La carica virale media al basale secondo cycle threshold (CT) era di 24.

Nonostante la carica virale sia stata usata per definire l’endpoint primario di questo studio, le indicazioni che bamianivimab possa essere efficace nel trattamento di COVID-19 sono emerse dall’endpoint secondario prespecificato degli eventi di ospedalizzazione, accessi al pronto soccorso o morte correlati a COVID-19 entro 28 giorni dopo la somministrazione.

Una percentuale inferiore di soggetti trattati con bamlanivimab è andata incontro a ospedalizzazione o accessi al pronto soccorso correlati a COVID-19 rispetto ai soggetti trattati con placebo. I risultati per questo endpoint erano indicativi di una relazione dose-risposta abbastanza lineare.

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